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La Biblioteca
Di significativa importanza è innanzitutto la collezione dei libri di Edizioni di Comunità, conservata nell'Archivio Storico Olivetti nelle sue svariate collane e in centinaia di volumi, molti ormai introvabili, che hanno veicolato il pensiero di molte tra le migliori intelligenze del secolo.
Basti citare autori come Theodor Adorno, Norberto Bobbio, Martin Buber, Paul Claudel, Émile Durkheim, Luigi Einaudi, Erich Fromm, Georges Friedmann, John Kenneth Galbraith, Karl Jaspers, Carl Gustav Jung, Sören Kierkegaard, Jacques Maritain, Ludovico Quaroni, Max Weber, Simone Weil.
E le materie? Storia, Politica, Sociologia, Economia, Diritto, Religione, Psicoanalisi, Psicologia, Pedagogia, Filosofia, Arti, Architettura, Urbanistica...
Vale la pena sottolineare che Edizioni di Comunità è stata una delle case editrici più importanti dell'Italia del dopoguerra, vera base culturale per tutta quell'articolata azione sociale e politica che Adriano Olivetti, "utopista positivo" (così lo definì Ferruccio Parri), riuscì a tessere nell'arco di pochi anni.
Di notevole interesse anche la raccolta dei Quaderni della Fondazione Adriano Olivetti, una raccolta che annovera ricerche prodotte da importanti Istituzioni e saggi di autorevoli personalità, Schlesinger, Spinelli, Lunati, Gottfried, Acquaviva, Berta, Predieri per citare solo alcuni saggisti.
Un'altra sezione dell'Archivio è poi dedicata a quel complesso di aree in cui la Olivetti ha raggiunto risultati di eccellenza, Advertising, Industrial Design, Ergonomia, Architettura, Urbanistica, Organizzazione del Lavoro, Servizi Sociali, Ricerca e Sviluppo, Formazione.
Più specifica la sezione dedicata alla Storia Aziendale, che raccoglie testi sui personaggi più significativi e sulla storia o su aspetti della complessa vicenda industriale non solo per ciò che riguarda i beni prodotti ma anche per l'originalità delle soluzioni adottate nell'organizzazione del lavoro, i passaggi più delicati e la collocazione nazionale e internazionale della Olivetti.
Originale, per la qualità editoriale e per la pluralità dei titoli, può essere considerata la sezione dedicata ad una editoria interna, genericamente definibile come promozionale che ha caratterizzato la Olivetti per quasi mezzo secolo, anch'essa ricca di centinaia di realizzazioni che vanno dalle Agende ai Libri Strenna, dai Calendari alle Monografie.
Una produzione editoriale che di per sé può essere considerata una mirabile invenzione olivettiana, gratificata tra l'altro da un successo testimoniato da consensi e tirature.
Un caso a sé è rappresentato dalla Collana Olivetti e Polifilo più propriamente definibile come Documenti sulle arti del libro. Qualcuno ha scritto che questi libri meritano il leggio, tanto elevato è il loro pregio.
Gli anni dei grandi interventi culturali e dei grandi eventi d'arte sono testimoniati da una raccolta di Cataloghi delle Mostre e dalla singolare raccolta dei Quaderni del Restauro. Due collezioni di grande prestigio generate negli anni non da ansia di sponsorizzazione bensì da genuina attività culturale, un'attività perseguita con lo scopo di creare una identità che solo progetti culturali di altissimo livello, intensa programmazione, coerenza con l'immagine aziendale, grande competenza nella gestione potevano assicurare.
Qualche titolo? Sono rimaste famose, e ancora largamente ricordate, perché veri eventi internazionali, alcune tra le decine di esposizioni olivettiane: Affreschi da Firenze, Collezione Gianni Mattioli, Masters of Modern Italian Art 1910-1935, I Cavalli di San Marco, Maschere del Messico, Il Crocifisso di Cimabue, Il Tesoro di San Marco, I Vetri dei Cesari,...
La grande esperienza del Movimento di Comunità, negli anni '50 e '60, sotto l'aspetto editoriale fu espressa in una notevole quantità di opuscoli, e non solo in versione italiana. Si trattava di agili opuscoli che per sintesi di contenuti e per formato costituirono un veicolo sicuro per la diffusione delle tesi comunitarie.
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