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Tra Ivrea e Matera, prove di... parco letterario
insospettate ricchezze d'autore
Villetta Casana, Ivrea |
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Forse è una moda, quella del parco letterario. Ma se in futuro ci sarà o si vorrà pensare a qualcosa che sappia di parco letterario c'è da credere che Ivrea e Olivetti possano vantare un'esperienza singolare. In particolare, dagli anni quaranta in poi, la presenza di letterati ad Ivrea e nella Olivetti fu significativa, forse unica nel contesto industriale italiano, caratterizzando, in un modo che oggi può apparire leggendario, un complesso rapporto tra cultura ed impresa.
Fu un'epoca, quella, in cui alcuni letterati furono direttamente coinvolti nella vicenda industriale mentre altri, più da lontano, collaborarono con i loro scritti alle iniziative editoriali interne all'azienda e altri ancora nelle forme più svariate parteciparono all'esperienza non solo politica ma editoriale e culturale di Comunità. Fu un'epoca in cui la ricerca di soluzioni pragmatiche si incontrava con l'utopia di un mondo nuovo con Adriano Olivetti che si poneva come evidente catalizzatore di cultura.
Un'epoca da studiare prima che da celebrare in forme nostalgiche, e quindi da cristallizzare in un parco letterario. Ma proprio per dare valore e per tentare di accorgersi della ricchezza culturale, e letteraria in particolare, espressa a suo tempo ad Ivrea e nella Olivetti l'Associazione Archivio Storico Olivetti propone una mostra che offre una serie di cose letterarie.
Sconosciute, in parte, al pubblico interessato all'argomento ma sicuramente nuove per la maggioranza. Di certo sorprendente e neppure sospettata la molteplicità delle realizzazioni.
Testi, racconti, articoli, romanzi, immagini, riviste, foto, libri, registrazioni... una quantità notevole di letteratura che ha trovato in Ivrea e nella Olivetti, e non solo, motivi, ispirazioni, accoglienza, un vero e proprio habitat insomma favorevole alla cultura in senso lato. Si citano spesso e a proposito i nomi di Paolo Volponi e di Ottiero Ottieri ma pochi ricordano i testi di Ignazio Silone, Alberto Savinio, Giovanni Arpino, Italo Calvino, Attilio Bertolucci all'interno di una lista prestigiosa quanto cospicua di collaborazioni. Basti citare Notizie Olivetti, una rivista aziendale ma (caso unico?) vera e grande palestra di cultura.

Se si pensa che dal Canavese è poi partita l'esperienza di Comunità si intuisce anche quanto si sia esteso il perimetro di un tal (ipotetico? virtuale?) parco. Ecco allora la giustificazione del titolo della mostra che vuole allargare (alla Basilicata, per esempio) il suo interesse complessivo.
Parlare quindi di parco letterario allora altro non è che un invito alla riflessione prima che una vera proposta operativa; è cominciare ad esporre la propria dote (letteraria) più che occupare spazi e rivendicare priorità; è il lancio di una proposta al territorio anziché una piattaforma già confezionata; è un possibile innesco per eventuali sviluppi.
Per tutti questi motivi la mostra non propone un parco letterario ma suggerisce solo le ... prove (di parco letterario). |
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