Martelletti, palline, margherite, aghi, laser, schizzi d’inchiostro… dalle macchine per scrivere alle stampanti, diverse tecnologie e soluzioni per imprimere un carattere sul foglio di carta.
Nell’era della meccanica è tutta una questione di leve, snodi, rotelle e ingranaggi capaci di produrre un movimento sempre più rapido e preciso, magari con l’aiuto di un motorino elettrico.
La sfida accomuna il progetto delle macchine per scrivere e di quelle per calcolare; macchine, quest’ultime, che l’Olivetti ha sempre voluto dotare di un meccanismo di stampa.
Quando negli anni ’60 l’elettronica scuote il mondo del calcolo, le vecchie calcolatrici, gioielli di precisione meccanica, sono sostituite da macchine molto più veloci, semplici ed economiche.
La rivoluziona elettronica raggiunge poi anche il mondo dello scrivere ed è l’Olivetti che guida in questo campo la svolta tecnologica.
A partire dagli anni ’80 basterà una macchina – il personal computer – per elaborare scritti e calcoli e una sola macchina – la stampante – potrà stampare insieme testi, numeri e immagini.
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