Olivetti è sinonimo di cultura. Innanzi tutto, cultura nell’impresa: formare competenze professionali, offrire conoscenze tecnologiche ai dipendenti, ma pure occasioni per conoscere l’arte, la musica, la letteratura, la storia… Si organizzano biblioteche di fabbrica, corsi di formazione popolare nell’ambiente di lavoro, spettacoli, conferenze, concerti durante la pausa pranzo e dopo cena.
Di più: si ritiene indispensabile operare perché nasca uno spazio culturale in un ambito più vasto.
Ecco quindi l’impegno per promuovere iniziative là dove si trovano gli stabilimenti produttivi.
Se poi la vita di un’impresa è permeata di sensibilità per la cultura, nasce il desiderio di diffondere questa sensibilità, di organizzare mostre di altissimo livello, impegnarsi nel recupero e promozione del patrimonio artistico.
Una cultura autentica non può essere dissociata dalla coscienza sociale. L’Olivetti è spesso ricordata per il senso di responsabilità sociale, in primo luogo – ma non soltanto – verso i dipendenti. Una responsabilità sociale da non confondersi con il paternalismo, ma che è piuttosto parte integrante di una filosofia imprenditoriale e di un progetto industriale inteso ad una piena coscienza civile, politica e culturale dei lavoratori.
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